Le mappe meteo a 850 hPa sono una delle carte che si incontrano più frequentemente quando si inizia ad appassionarsi di meteorologia. A differenza delle carte al suolo, queste mappe permettono di osservare ciò che accade nella bassa troposfera, a una quota generalmente compresa intorno ai 1500 metri.
Imparare a leggere le mappe meteo a 850 hPa è particolarmente utile perché consente di capire quale massa d’aria sta interessando una determinata zona, se è in arrivo aria più calda o più fredda e perché le temperature al suolo possono aumentare o diminuire sensibilmente nei giorni successivi.

In questa seconda puntata della nostra guida dedicata a come leggere le mappe meteo, scopriremo quindi cosa sono realmente gli 850 hPa, perché questa quota è così importante per i meteorologi e come utilizzare le relative carte per interpretare il caldo, il freddo e le principali avvezioni di aria che interessano l’Italia e la Campania.
In questo articolo
Perché i meteorologi osservano la temperatura a 850 hPa?
Quando guardiamo le previsioni del tempo siamo abituati a considerare soprattutto la temperatura prevista al suolo. Tuttavia, il valore registrato vicino alla superficie terrestre è fortemente influenzato dalle caratteristiche locali del territorio.
Una pianura, una città, una valle o una località costiera possono infatti presentare temperature molto diverse anche nella stessa giornata.
Il valore della temperatura a 850 hPa permette invece di osservare la massa d’aria a una quota sufficientemente lontana dal terreno da ridurre buona parte delle influenze locali, pur rimanendo nella bassa troposfera.
Per questo motivo la temperatura a 850 hPa viene utilizzata frequentemente per individuare e seguire le masse d’aria calda e fredda. Le carte a questa quota sono infatti particolarmente utili per riconoscere le avvezioni, cioè il trasporto orizzontale di una massa d’aria attraverso il vento.
È importante però ricordare una cosa: la temperatura a 850 hPa non è la temperatura che troveremo al suolo.
Cosa significano realmente gli 850 hPa?
Anche in questo caso, come per la carta a 500 hPa, non dobbiamo pensare agli 850 hPa come a una quota fissa.
Gli 850 hPa rappresentano una superficie isobarica, cioè una superficie atmosferica sulla quale la pressione è uguale a 850 hPa in ogni punto.
Questa superficie si trova mediamente intorno ai 1500 metri di quota, ma la sua altezza può cambiare in funzione delle caratteristiche della massa d’aria. In presenza di aria più calda la superficie degli 850 hPa tende a trovarsi più in alto, mentre con aria fredda e più densa può trovarsi a una quota inferiore.

Sulle carte meteorologiche questa superficie viene rappresentata attraverso il geopotenziale, generalmente espresso in decametri, mentre la temperatura viene mostrata attraverso una scala di colori e le relative isoterme.
In una normale carta a 850 hPa possiamo quindi trovare contemporaneamente informazioni sulla temperatura, sull’altezza geopotenziale e sulla circolazione atmosferica.
Le temperature a 850 hPa: la parte più importante della carta
Una delle informazioni più immediate da leggere è proprio la temperatura a 850 hPa.
Le diverse tonalità presenti sulla mappa permettono di individuare rapidamente le aree interessate dalle masse d’aria più calde e quelle dove invece è presente aria più fredda.
Quando, ad esempio, una massa d’aria molto calda proveniente dal Nord Africa risale verso il Mediterraneo, sulle mappe a 850 hPa possiamo osservare l’avanzata di valori termici molto elevati.
Al contrario, quando una saccatura o una perturbazione favorisce la discesa di aria fredda dalle alte latitudini verso il Mediterraneo, la carta mostrerà una progressiva diminuzione delle temperature a 850 hPa.
È proprio osservando l’evoluzione di queste temperature nel tempo che possiamo capire se una determinata zona sta andando incontro a un aumento o a una diminuzione della temperatura della massa d’aria.
Come si riconosce un’ondata di caldo a 850 hPa?
Le mappe a 850 hPa sono particolarmente utili durante le ondate di calore.
Quando l’anticiclone subtropicale si espande verso il Mediterraneo, può trasportare verso l’Italia masse d’aria molto calde di origine nordafricana.
La carta a 850 hPa permette di seguire proprio questo processo.
Se osserviamo una sequenza di mappe e vediamo aumentare progressivamente i valori di temperatura sulla Campania, significa che sta arrivando una massa d’aria più calda.

In estate, valori molto elevati a questa quota possono rappresentare un importante segnale di caldo intenso al suolo, soprattutto quando vengono associati a cieli sereni, forte soleggiamento, subsidenza anticiclonica e ventilazione favorevole.
Non bisogna però commettere l’errore di trasformare automaticamente il valore a 850 hPa nella temperatura prevista al suolo.
Una temperatura di 20°C a 850 hPa, ad esempio, non significa che al suolo avremo necessariamente 20°C in più. La temperatura reale dipenderà da numerosi fattori, tra cui il riscaldamento diurno, l’umidità, il vento, la copertura nuvolosa e le caratteristiche del territorio.
E quando arriva aria fredda?
Lo stesso principio vale naturalmente per le irruzioni fredde.
Quando una massa d’aria più fredda raggiunge il Mediterraneo, la temperatura a 850 hPa diminuisce e la carta permette di seguire con grande chiarezza l’avanzata dell’aria fredda.
Questo è particolarmente utile in inverno, quando le mappe a 850 hPa vengono utilizzate insieme ad altri parametri per valutare la possibile evoluzione delle precipitazioni e soprattutto della quota neve.
Un’importante diminuzione della temperatura a 850 hPa può infatti rappresentare un segnale di ingresso di aria fredda, ma per capire se nevicherà a una determinata quota è necessario analizzare anche la temperatura negli altri strati dell’atmosfera, lo zero termico e le condizioni locali.
La carta a 850 hPa rappresenta quindi un tassello fondamentale della previsione, ma non può essere utilizzata da sola per determinare ogni fenomeno meteorologico.
Le avvezioni calde e fredde
Uno degli aspetti più interessanti delle mappe meteo a 850 hPa è la possibilità di individuare le cosiddette avvezioni.
Un’avvezione si verifica quando il vento trasporta una massa d’aria dalle caratteristiche differenti rispetto a quella presente in precedenza.
Se arriva aria più calda si parla di avvezione calda, mentre quando viene trasportata aria più fredda si parla di avvezione fredda.

Sulle carte a 850 hPa possiamo seguire questi movimenti osservando contemporaneamente la disposizione delle isoterme e quella delle linee di geopotenziale. Quando la configurazione favorisce il trasporto di aria con caratteristiche termiche differenti, possiamo assistere a un cambiamento significativo della massa d’aria presente su una determinata regione.
Questo è uno dei motivi per cui i meteorologi osservano attentamente l’evoluzione delle mappe a 850 hPa quando devono prevedere un cambiamento delle temperature.
Perché le mappe a 850 hPa sono importanti per la Campania?
La carta a 850 hPa è particolarmente interessante anche per la Campania.
La nostra regione si trova al centro del Mediterraneo e può essere raggiunta da masse d’aria di origine molto diversa.
Durante l’estate possiamo avere l’arrivo di aria calda subtropicale dal Nord Africa, mentre in altre situazioni correnti più fresche possono raggiungere il Mediterraneo provenendo dall’Europa centrale, dai Balcani o dall’Atlantico.
Osservando la temperatura a 850 hPa possiamo quindi capire molto meglio quale massa d’aria sta interessando la Campania.
Questo diventa particolarmente utile durante le fasi di caldo intenso.
Se una carta mostra, per esempio, una risalita di valori molto elevati a 850 hPa verso il Sud Italia, possiamo aspettarci condizioni favorevoli a un aumento delle temperature anche sulla Campania.
Al contrario, una progressiva diminuzione della temperatura a questa quota può indicare l’arrivo di una massa d’aria più fresca.
La risposta al suolo non sarà però identica ovunque: Napoli, Salerno, Caserta, Benevento, Avellino e il Cilento possono reagire in maniera diversa alla stessa massa d’aria a causa della loro posizione geografica, della quota e dell’influenza del mare.
Un consiglio per leggere correttamente le mappe a 850 hPa
Quando apriamo una carta a 850 hPa, il modo migliore per iniziare non è guardare immediatamente il valore più alto o quello più basso. Conviene prima osservare come sono distribuite le temperature e come si stanno muovendo le masse d’aria.
Confrontando più carte successive possiamo capire se una massa d’aria calda sta avanzando verso l’Italia oppure se sta arrivando aria più fresca. Successivamente possiamo osservare il geopotenziale e la disposizione delle isoipse, quindi valutare la direzione della circolazione.
Solo a questo punto è utile confrontare la carta a 850 hPa con altri parametri, come 500 hPa, pressione al suolo, precipitazioni, umidità, theta-e e vento, per costruire un quadro meteorologico completo. È proprio il confronto tra i diversi livelli atmosferici che permette di passare dalla semplice osservazione di una carta a una vera interpretazione meteorologica.
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